Recensione

Voglia di pici: di nome e di fatto

di Marco Sbardella | 30 01 2026

Voglia di pici. Antropologia e pratica dell’appicciare in Toscana è un libro che celebra la cucina toscana, partendo da uno dei suoi simboli più autentici: i pici. Marco Ginanneschi e Roberta Perugini riescono a trasformare un formato di pasta povero e ancestrale in un vero e proprio racconto culturale, in cui il cibo diventa memoria, territorio e convivialità.
Gli autori richiamano esplicitamente il paradigma generativo della comunicazione, sottolineando la natura dinamica e vitale della tradizione:
I pici, e il picio-pensiero potremmo dire, sono quindi fenomeni culturali generativi: codificare la tradizione ha certamente un valore storico e identitario, ma introdurli nella nostra vita e nella nostra alimentazione comporta anche una dose notevole di sperimentazione (pp. 53-54).

In questa prospettiva, i pici non sono solo un oggetto gastronomico, ma un dispositivo culturale capace di mettere in relazione passato e presente, regola e invenzione, tradizione e innovazione.

Il libro

Voglia di pici

Antropologia e pratica dell’appicciare in Toscana

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Autore: Marco Ginanneschi e Roberta Perugini

Anno: 2025

Editore: I libri di Mompracem

Luogo di pubblicazione: Firenze

Il volume non si limita infatti a proporre ricette, ma accompagna il lettore in un viaggio fatto di gesti lenti, farine, mani che impastano e storie di famiglia. I pici emergono come metafora di una cucina schietta e sincera, capace di valorizzare pochi ingredienti attraverso il rispetto dei tempi e dei saperi tradizionali. La scrittura è accessibile e calorosa, mai didascalica, e restituisce con efficacia l’atmosfera delle cucine di campagna e delle trattorie toscane.

Particolarmente riuscito è l’equilibrio tra la dimensione narrativa e quella pratica: le ricette sono chiare e invitanti, ma sempre inserite in un contesto più ampio che ne spiega l’origine, il senso e le varianti. Questo rende il libro adatto non solo a chi ama cucinare, ma anche a chi è curioso di conoscere la cultura gastronomica locale e il valore identitario di un piatto apparentemente semplice.

In definitiva, Voglia di pici è una lettura piacevole e genuina, che profuma di farina e di tradizione. Un libro consigliato a chi cerca nella cucina non solo il gusto, ma anche una storia da ascoltare e tramandare.

E, in conclusione, bisogna dire che gli autori mantengono pienamente la promessa evocata dal titolo del libro, dato che il week end successivo alla lettura di questo volume l’autore ha deciso di cimentarsi (con risultati discreti) nell’antica arte dell’appicciare.

Ambito di Intervento

Agricoltura e sviluppo del territorio

La recensione contribuisce alla ricerca del Centro Ricerche sAu sulla ridefinizione del concetto di valore, allontanandosi da una definizione basata su parametri esclusivamente economico-finanziari.

La recensione è a cura di

Marco Sbardella

Ph.D., Ricercatore e socio fondatore del Centro Ricerche “scientia Atque usus” per la Comunicazione Generativa ETS.
Consulente del Generative Communication Lab della Fondazione PIN.