Tecnologie per valorizzare il tocco umano
Intervista a Federico Albiero, tra gli ideatori di i-Theatre
di Marta Guarducci | 03 11 2025
Di cosa parliamo in questo articolo?
Federico Albiero, responsabile della Formazione didattica e nuove tecnologie presso EduTech Srl, racconta la genesi e l’evoluzione di i-Theater, strumento digitale per l’infanzia volto a stimolare narrazione, creatività e apprendimento attraverso il gioco.
i-Theater nasce da un approccio generativo: parte da un’idea chiara – creare una tecnologia capace di restituire centralità all’esperienza umana – ma si sviluppa attraverso sperimentazioni, scoperte e dialoghi tra discipline diverse, arrivando a risultati in parte inattesi, in linea con l’approccio del Centro Ricerche sAu, dove la scrittura – interpretata e praticata in una prospettiva generativa – è un processo sociale aperto e consapevole.
Elemento centrale dello strumento è la sintesi tra intelligenza della mano e delle macchine: il disegno dei bambini prende vita sullo schermo, permettendo di animare storie, sperimentare narrazioni condivise e sviluppare competenze espressive fin dall’infanzia, attraverso linguaggi orali, testuali, visivi e corporei.
Dai nostri territori in salute
il podcast delle comunità di sAu
Al Centro Ricerche sAu, la scrittura si è rivelata, nel tempo, un ambito strategico di indagine. Da qui nasce l’interesse per i-Theatre, strumento per l’infanzia volto a sviluppare narrazioni digitali. Quale bisogno educativo e culturale c’è alla base del suo sviluppo?
i-Theater affonda le sue radici in oltre dieci anni di ricerca, nata nel mondo scientifico e tecnologico ma presto intrecciata con riflessioni psicologiche e pedagogiche. Alla base c’era un senso di insoddisfazione: in una società che investe molto nell’innovazione e nella tecnologia, sembrava mancare un’attenzione autentica all’essere umano nella sua interezza – al corpo, alla presenza, alla relazione, alla dimensione sensoriale ed emotiva.
Da questa consapevolezza è nata la domanda guida del progetto: come può la tecnologia non solo amplificare le nostre capacità intellettuali, ma anche nutrire i bisogni più profondi, legati alla creatività, alla relazione e alla narrazione? L’essere umano ha sempre cercato linguaggi per esprimersi e condividere ciò che vive, e tra questi la narrazione è forse la forma più antica e universale: ci aiuta a dare voce e significato all’esperienza.
i-Theater nasce proprio con questo intento: creare una tecnologia capace di favorire l’incontro, la condivisione e la costruzione di storie, restituendo spazio alla dimensione espressiva e simbolica. Volevamo sostenere non solo il pensiero logico-razionale, ma anche quello analogico, metaforico e poetico, che procede per immagini e connessioni e sa esprimere le emozioni.
I bambini, in questo senso, sono maestri: imparano giocando, inventano, sperimentano linguaggi. i-Theater è stato pensato per loro, come uno strumento che permetta di portare il gioco simbolico nel digitale.
Ambito di Intervento
Questo articolo contribuisce alla ricerca del Centro Ricerche sAu per l’ideazione, la progettazione e la realizzazione di nuove tecnologie che facciano perno sull’intelligenza critica e la creatività umana, a partire dalla definizione di una Scrittura Generativa intesa come superamento delle dinamiche assemblative che troppo spesso sono alla base delle attuali tecnologie per la scrittura collaborativa.
Nell’ideazione di strumenti innovativi come i-Theatre, il confronto con il mondo scientifico e l’osservazione diretta dei bambini possono offrire indicazioni preziose per migliorare la funzionalità dello strumento. In che misura la progettazione di i-Theatre ha coinvolto ricercatori, educatori e i bambini stessi?
Fin dall’inizio avevamo chiaro che i-Theater dovesse essere il risultato di una co-progettazione: un percorso condiviso con ricercatori, educatori, pedagogisti e soprattutto bambini, per costruire passo dopo passo uno strumento realmente partecipato.
Il primo nucleo prese forma al centro di ricerca Create-Net, dove si sperimentava come la tecnologia potesse sostenere il gioco e la creatività dei bambini. Da lì si passò alla collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler (FBK), che contribuì a progettare l’interazione uomo-macchina e i primi mock-up, fino al coinvolgimento del Politecnico di Torino, che diede al progetto il suo design definitivo, ispirato al carrettino del cantastorie. Anche l’uso del legno e dei materiali naturali fu una scelta simbolica, per mantenere un legame tra natura e tecnologia.
In parallelo, insegnanti e pedagogiste parteciparono attivamente alla definizione delle esperienze educative e dell’interfaccia, alcune delle cui grafiche originarie sono ancora oggi presenti. Ma i protagonisti più importanti furono i bambini, che testarono prototipi e mock-up in scuole e laboratori, aiutando a perfezionare forma e funzionalità. Le loro reazioni – come quella di una bambina timida che, grazie a i-Theater, trovò la voce per raccontarsi – furono decisive per comprendere il potenziale espressivo dello strumento.
Accanto alla ricerca e alla pedagogia, anche artigiani e tecnici hanno avuto un ruolo fondamentale, curando la parte elettronica, il software e la costruzione delle strutture in legno e metallo. Ancora oggi i-Theater conserva questa doppia anima, tecnologica e artigianale, profondamente “made in Italy”.
Già nella fase di progettazione di i-Theater, quali aspetti e funzioni avevate immaginato per favorire un modo di lavorare diverso, fondato fin dall’inizio sulla collaborazione?
All’inizio non era chiaro come dare forma concreta all’idea di uno strumento capace di favorire espressione e collaborazione. Il primo passo è stato riflettere sull’interfaccia: volevamo una tecnologia che mantenesse un legame con la corporeità e la dimensione sensoriale, evitando un approccio troppo tecnico. Inizialmente avevamo pensato a un sistema con pupazzi o guanti sensorizzati, per muovere i personaggi sullo schermo, ma ci siamo presto resi conto che non era quella la direzione giusta. Esiste già il teatro di figura, e ciò che ci interessava davvero era mettere al centro il disegno del bambino, trasformandolo nel suo personaggio e rendendolo vivo.
Da questa intuizione è nato il concetto del “laboratorio”: uno spazio orizzontale, simile a un banco di lavoro, dove si “lavora” sulle immagini come un artigiano lavora il legno. Così lo schermo è diventato orizzontale, luogo fisico e simbolico di incontro e creazione. L’idea del cassettino magico, dove inserire il foglio per farlo apparire digitalmente, ha poi rafforzato questa dimensione di meraviglia e partecipazione.
La scelta di un grande schermo touch, capace di riconoscere molti tocchi contemporaneamente, è stata decisiva per rendere l’esperienza davvero collaborativa: più bambini possono agire insieme, muovere i propri personaggi e costruire la scena condivisa, proprio come in un piccolo teatro.
Infine, le carte interattive e le schede di registrazione hanno permesso di aggiungere funzioni narrative – memorizzare, montare sequenze, costruire blocchi di storie – mantenendo un linguaggio ludico e intuitivo. Tutto ciò ha dato origine all’identità stessa di i-Theater: un luogo in cui la tecnologia si mette al servizio della creatività condivisa, del racconto e del fare insieme.
i-Theatre permette ai bambini di animare le proprie storie usando non solo immagini e testi, ma anche la propria voce per narrare e drammatizzare le scene. In che modo l’oralità supporta lo sviluppo delle loro competenze narrative, espressive e creative?
L’oralità è una componente centrale dell’esperienza con i-Theater, insieme all’uso di immagini, drammatizzazioni e movimento corporeo. Come anticipato, infatti, i-Theater può essere visto come uno strumento per la narrazione, ispirato all’idea del cantastorie errante: un grande “registratore” che raccoglie storie nate in forma orale e permette ai bambini di riascoltarsi.
Questa esperienza ha una funzione duplice. Innanzitutto, lavorare con la voce sviluppa l’ascolto, la concentrazione, la capacità di mettersi in gioco e di raccontare spontaneamente delle storie, sia individuali sia collettive. Attraverso l’oralità, i bambini possono esprimere sfumature emotive, modulare i toni e il ritmo della voce, scegliere le parole con cura e mantenere l’attenzione degli altri. Tutto questo avviene in un contesto preparato dagli insegnanti, all’interno di una cornice teatrale: lo schermo di i-Theater diventa un palcoscenico che introduce una sospensione del tempo e dello spazio, creando una dimensione rituale e magica dove è possibile un ascolto profondo e un’apertura all’immaginazione.
L’oralità con i-Theater si arricchisce della componente estetica delle immagini in movimento, che favorisce la creatività e l’interazione tra parola, gesto e visione. In contesti di gruppo, la relazione diventa sensoriale e corporea: il ritmo, la sintonizzazione tra partecipanti, la guida istintiva e condivisa emergono naturalmente e rendono l’esperienza unica.
Area di ricerca
Scrittura Generativa: la mano e l’Intelligenza Artificiale
La Scrittura Generativa è il cuore pulsante di ogni progetto: sia che si scriva a mano su carta oppure su dispositivi elettronici. Parole, suoni, immagini servono ad analizzare, a progettare, coordinare, favorire la cooperazione, a realizzare. A mantenere al centro di ogni attività progettuale lo scopo di ogni progetto e i relativi valori cui si ispira.
Niente nella metodica generativa è concretamente produttivo come la scrittura, digitale e non.
Vuoi saperne di più? Clicca qui
La seconda opportunità offerta dallo strumento è quella del riascolto e della visione del proprio lavoro. I bambini possono confrontarsi con la propria voce e le proprie storie, acquisendo consapevolezza di sé e delle proprie capacità espressive. Anche i più timidi trovano contesti favorevoli per raccontarsi e socializzare esperienze che altrimenti resterebbero inespresse.
In questo modo, i-Theater supporta lo sviluppo delle competenze narrative, non solo sul piano cognitivo, ma anche su quello emotivo e sociale, stimolando empatia, intelligenza emotiva e capacità di relazione. La combinazione di oralità, immagine e movimento offre un’esperienza completa che, ancorata alla realtà, permette ai bambini di crescere nel linguaggio, nella creatività e nell’incontro con gli altri.
Una caratteristica fondamentale della Scrittura Generativa, come sperimentata nei progetti del Centro Ricerche sAu, è la sua non neutralità: riflette sempre l’intenzione di chi scrive e la responsabilità rispetto a ciò che comunica. Come i-Theatre aiuta i bambini non solo a sperimentare la scrittura multimodale ma anche a sviluppare un atteggiamento consapevole verso ciò che creano con la tecnologia?
Un aspetto centrale dell’esperienza con i-Theater è la consapevolezza che i bambini acquisiscono nel processo di produzione di testi multimediali. L’obiettivo non è solo imparare a usare la tecnologia, ma esplorare la scrittura attraverso più linguaggi: orale, visivo, digitale. In questo senso, i-Theater favorisce una forma di alfabetizzazione multimodale, dove i bambini producono testi audiovisivi originali, riflettendo sul loro immaginario, sulle proprie rappresentazioni e sulle narrazioni che costruiscono.
La consapevolezza si sviluppa attraverso tutte le fasi del lavoro: scrittura, riscrittura, osservazione e riflessione sulle proprie produzioni. Non è solo un apprendimento intellettuale, ma coinvolge anche il corpo, l’intelligenza emotiva, la capacità di ascoltare, rispettare i turni e interagire con gli altri.
L’atto di rivedere le proprie narrazioni è importante: permette ai bambini di riflettere sulle scelte fatte, sulla sequenza delle azioni, sulle soluzioni trovate e di interiorizzare progressivamente competenze narrative, creative e critiche. Questo processo favorisce anche lo sviluppo di un pensiero critico verso i media, aiutando i bambini a comprendere che ogni contenuto digitale ha un autore, uno scopo e un’intenzione comunicativa.
In sintesi, l’esperienza con i-Theater va oltre la semplice produzione multimediale: è un percorso complesso di apprendimento integrato, che unisce scrittura, immaginazione, riflessione e consapevolezza critica, fornendo strumenti per orientarsi in un mondo sempre più mediato dalla tecnologia e dai messaggi multimediali.
Molti docenti sottolineano che la tecnologia ha valore didattico quando non si limita a un uso individuale, ma diventa un’occasione di lavoro collettivo. In che modo i-Theatre favorisce la collaborazione e rafforza questa dimensione condivisa della scrittura?
L’esperienza con i-Theater favorisce la condivisione e la socializzazione, aspetti fondamentali nell’apprendimento, che avviene soprattutto attraverso l’incontro con gli altri e la collaborazione. La scuola diventa così un luogo dove si impara insieme, condividendo idee, costruendo progetti e sviluppando capacità cooperative.
Prima ancora dell’uso dello strumento, l’attività educativa può partire da narrazioni orali, testi illustrati o esplorazioni dell’ambiente, creando il materiale su cui poi lavorare con i-Theater. Anche il disegno e la costruzione degli sfondi o dei personaggi offrono occasioni di collaborazione, con lavori individuali che si integrano in un progetto collettivo.
Durante l’uso dello strumento, si alternano momenti individuali e di piccolo gruppo, con ruoli diversi: narratori, rumori, suoni, musica, regia. Questa cooperazione richiede coordinazione, ascolto reciproco e attenzione, stimolando competenze sociali ed emotive. Con l’esperienza, i bambini possono diventare autonomi nella realizzazione dei propri racconti multimediali, con l’insegnante che osserva, guida e supporta il processo.
Un aspetto importante è la visione condivisa dei filmati prodotti: un momento di lettura e riflessione che rafforza fiducia, senso di autoefficacia e capacità di autovalutazione. I materiali multimediali possono essere anche condivisi con le famiglie, creando un percorso educativo più ampio e significativo e promuovendo una media education consapevole.
L’uso di i-Theater, inserito in un contesto di relazioni profonde e sicure, permette ai bambini di approcciarsi alle tecnologie digitali come opportunità creative, senza esserne passivamente influenzati. In questo modo, lo strumento diventa parte di un progetto educativo più ampio, che valorizza la collaborazione, la narrazione e l’apprendimento condiviso.
Autrice
Marta Guarducci
Collaboratrice presso Centro Ricerche “scientia Atque usus” per la Comunicazione Generativa ETS, Assegnista di ricerca presso l’Università di Firenze
Intervistato
Federico Albiero
Responsabile della Formazione didattica e nuove tecnologie presso EduTech Srl, tra gli ideatori di i-Theatre