Agricoltura e sviluppo del territorio
Possiamo usare in maniera sostenibile le risorse idriche in viticoltura?
Intervista a Adele Finco, Deborah Bentivoglio e Giulia Chiaraluce
di Marco Sbardella | 14 10 2025
Di cosa parliamo in questa intervista?
In un contesto di crescente pressione climatica, la gestione sostenibile delle risorse idriche si impone come una delle principali sfide per il futuro della viticoltura mediterranea. A partire dai risultati di una recente ricerca condotta sul Montepulciano d’Abruzzo, questa intervista approfondisce gli effetti del cambiamento climatico sulla viticoltura e il ruolo sempre più strategico dell’irrigazione.
Le ricercatrici Adele Finco, Deborah Bentivoglio e Giulia Chiaraluce illustrano i benefici dell’irrigazione di precisione, le potenzialità offerte dalle tecnologie digitali per il monitoraggio idrico, e analizzano i costi e vantaggi economici legati all’adozione di queste pratiche. Emergono indicazioni concrete per supportare le aziende vitivinicole nell’adattamento al nuovo scenario climatico, valorizzando al contempo la qualità del prodotto e la sostenibilità ambientale.
Ambito di Intervento
Agricoltura e sviluppo del territorio
Questo articolo contribuisce alla ricerca del Centro Ricerche sAu sul ruolo sociale e culturale del cibo, per ridefinire e attualizzare il valore di costruzione di comunità che il cibo non può che continuare ad avere, tanto dal punto di vista della sua produzione quanto da quello del suo consumo
Sulla base delle vostre ricerche, quali sono i principali effetti del cambiamento climatico (attuali e futuri) sulla viticoltura mediterranea, e in particolare sul Montepulciano d’Abruzzo?
Il cambiamento climatico sta portando ad un aumento delle temperature e a una riduzione delle precipitazioni, causando episodi di stress idrico sempre più frequenti per la viticultura mediterranea. Questi effetti stanno costringendo i viticoltori a ricorrere alla pratica dell’irrigazione in modo più assiduo rispetto al passato. L’irrigazione del vigneto è uno dei punti cardine su cui si baserà la viticoltura del nuovo millennio, tanto che va ricordato che il Testo Unico del vino entrato in vigore nel 2017, all’articolo 35, afferma che l’irrigazione di soccorso non è più considerata una pratica di forzatura e pertanto non va necessariamente indicata nel disciplinare. Tuttavia, dobbiamo fare i conti con la necessità di ridurre gli sprechi e razionalizzare l’impiego della risorsa acqua che sarà sempre più limitata in futuro, tanto che l’OIV (Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino) ne ha enfatizzato la necessità di un uso sostenibile. In particolare, la scarsità idrica influisce sulla resa e sulla qualità delle uve, rendendo più difficile mantenere costante la produzione.
Per produzioni di alto reddito DOC, come nel caso del Montepulciano d’Abruzzo, questi cambiamenti possono alterare il profilo aromatico e la maturazione delle uve, incidendo sulle caratteristiche organolettiche del vino e sui costi di gestione della produzione.
Progetto
Una strategia di Comunicazione Generativa per UniCeSV
Questo articolo è stato realizzato nel contesto della collaborazione tra il Centro Ricerche sAu e il Centro di Ricerca e Formazione per lo Sviluppo Competitivo delle Imprese del Settore Vitivinicolo (UniCeSV) dell’Università di Firenze.
Una collaborazione nata per promuovere lo sviluppo di nuove progettualità derivanti dalla sinergia tra la ricerca di altissimo livello che UniCeSV realizza e il tessuto socioeconomico di riferimento (imprese, istituzioni locali, consorzi, ecc.). Perché il settore vitivinicolo può essere un vettore straordinario di sviluppo economico, sociale ed ambientale per i nostri territori.
In questo contesto di cambiamento climatico, in che modo l’irrigazione può migliorare la produzione e la qualità dell’uva?
L’irrigazione, se ben gestita, aiuta a mantenere una resa costante e a migliora la qualità delle uve, evitando stress idrici eccessivi. In generale uno stress idrico controllato stimola in maniera positiva la vite a produrre uve di qualità superiore. Tuttavia, stress idrici prolungati e ripetuti nel tempo possono avere implicazioni negative sulla fisiologia della pianta, soprattutto sulle piante giovani e conseguentemente sulla produttività e resa qualitativa. Nel nostro studio, abbiamo visto che l’uso mirato dell’acqua in un’annata particolarmente calda ha permesso di ottenere una produzione più stabile e di buona qualità. Tuttavia, l’irrigazione deve essere calibrata attentamente per evitare sprechi e garantire la sostenibilità economica e ambientale.
Quali sono le principali differenze tra i due sistemi di allevamento considerati nello studio?
Abbiamo analizzato due sistemi: il tendone e il Guyot. Il tendone ha una resa maggiore, ma richiede più interventi di gestione. Il Guyot, invece, ha una resa inferiore, ma è più focalizzato sulla qualità dell’uva. L’irrigazione ha avuto un impatto economico differente nei due sistemi, risultando più vantaggiosa per il tendone.
Quali tecnologie di irrigazione sono state utilizzate nel vostro studio e come i sistemi di viticoltura di precisione possono supportare una gestione più sostenibile dell’acqua?
L’azienda caso di studio utilizza nel proprio vigneto un sistema di irrigazione a goccia, che consente di somministrare l’acqua in modo mirato. Inoltre, l’azienda ha adottato tecnologie di monitoraggio in tempo reale per valutare lo stato idrico del suolo e della pianta mediante l’uso di una piattaforma tecnologica innovativa, correlata ad una serie di sensori (remoti e prossimali) per la raccolta delle informazioni ed aiutare gli imprenditori nel processo decisionale. Infatti, il monitoraggio del suolo, del vigneto e dell’andamento meteorologico è l’unico modo per gestire razionalmente e in maniera sostenibile la risorsa acqua in un clima che cambia. Dobbiamo conoscere per pianificare.
A nostro parere, la viticoltura di precisione aiuta a ottimizzare l’uso dell’acqua, intervenendo solo quando necessario e riducendo gli sprechi. La gestione sostenibile della risorsa idrica attraverso tecnologie di precisione è il messaggio chiave del progetto GO VITIS, partnership tra Università Politecnica delle Marche, Meccano, le aziende vitivinicole Umani Ronchi, Santa Liberata, Malvasia, La Staffa ed i technologies provider Evolvea e Pegaso Management, che ha dato spunto alla pubblicazione dell’articolo “Water stress as a critical issue for Mediterranean viticulture: economic evidence from the Montepulciano d’Abruzzo PDO grape based on a case study in central Italy”.
Water stress as a critical issue for Mediterranean viticulture: economic evidence from the Montepulciano d’Abruzzo PDO grape based on a case study in central Italy
Questa intervista prende spunto dall’articolo pubblicato sulla rivista Wine Economics and Policy da Deborah Bentivoglio, Giulia Chiaraluce, Adele Finco
Che tipo di costi aggiuntivi comporta l’introduzione di un sistema di irrigazione? Questi costi sono giustificati dai benefici ottenuti?
L’installazione di un sistema di irrigazione comporta costi fissi, come l’acquisto dell’impianto e le spese di manutenzione, e costi variabili, come l’energia e il lavoro. Nel nostro caso, i costi di irrigazione hanno rappresentato circa il 6-7% del totale. Per il sistema a tendone, l’irrigazione ha portato un aumento dei profitti, mentre per il Guyot l’impatto economico è stato più incerto. In generale, l’irrigazione può essere vantaggiosa se gestita in modo ottimale e se accompagnata da strategie di valorizzazione del prodotto.
In base ai vostri risultati, cosa consigliereste ai viticoltori che operano in zone soggette a stress idrico?
Consigliamo di adottare tecnologie di monitoraggio per valutare lo stato idrico del vigneto, utilizzare sistemi di irrigazione efficienti e considerare l’uso di varietà più resistenti alla siccità. È fondamentale trovare un equilibrio tra resa, qualità e sostenibilità economica. L’irrigazione può essere un’opzione valida, ma deve essere ben pianificata per evitare sprechi e costi eccessivi. Il futuro della viticoltura dipenderà dalla capacità degli imprenditori vitivinicoli di adattarsi alle sfide poste dai cambiamenti climatici. Un approccio basato su innovazione, monitoraggio e ottimizzazione delle risorse idriche, tramite tecnologie di precisione, sarà essenziale per garantire una produzione vinicola sostenibile, capace di mantenere elevati standard qualitativi nel rispetto dell’ambiente.
Quali sono i prossimi passi nella ricerca sull’uso sostenibile dell’acqua nella viticoltura?
L’uso sostenibile dell’acqua nella viticoltura è un tema sempre più centrale, considerando l’impatto del cambiamento climatico e la necessità di preservare questa risorsa. I prossimi passi nella ricerca sull’uso sostenibile dell’acqua nella viticoltura dovranno concentrarsi su un approccio multidisciplinare che tenga conto delle variazioni climatiche, delle innovazioni tecnologiche e delle esigenze economiche del settore. Un primo aspetto fondamentale sarà l’ampliamento delle analisi a un periodo temporale più esteso, studiando l’impatto dell’irrigazione su più annate. Questo consentirebbe di valutare meglio le variazioni stagionali e comprendere gli effetti dell’irrigazione a lungo termine. Inoltre, sarà essenziale condurre ricerche in diverse aree vitivinicole, confrontando contesti pedoclimatici differenti per individuare strategie di gestione dell’acqua più efficaci e adattabili. Parallelamente, l’integrazione con le tecnologie di viticoltura di precisione rappresenta un’evoluzione cruciale. Sensori avanzati per monitorare i principali parametri come l’umidità del suolo, l’evapotraspirazione della vite (reale ed effettiva) e i fattori agrometeorologici potranno rendere l’irrigazione più mirata ed efficiente. L’uso di droni e immagini satellitari, già in sperimentazione in alcuni vigneti, permetterà di ottenere dati dettagliati sulla salute delle piante, mentre l’intelligenza artificiale e il machine learning potranno supportare i viticoltori nel prevedere i fabbisogni idrici delle viti con maggiore precisione. Un ulteriore ambito di studio riguarderà la valutazione economica e ambientale delle diverse strategie di irrigazione. Oltre ai costi diretti, sarà importante analizzare il bilancio idrico complessivo delle aziende, esplorando soluzioni come la raccolta dell’acqua piovana o il trattamento e riutilizzo delle acque reflue in un’ottica di economia circolare. Infine, la ricerca dovrà supportare lo sviluppo di politiche agricole e incentivi per una gestione più sostenibile delle risorse idriche. Questa tipologia di supporto potrebbe favorire l’adozione di tecnologie innovative e di pratiche agricole più efficienti. Inoltre, la creazione di certificazioni specifiche per i vini prodotti con metodi sostenibili, come la certificazione EQUALITAS, potrebbe rappresentare un valore aggiunto sul mercato, incentivando i produttori a investire nella gestione consapevole dell’acqua.
Conclusioni
L’adattamento della viticoltura mediterranea ai cambiamenti climatici è una sfida urgente che richiede approcci integrati e innovativi. Come emerso dall’intervista, l’uso sostenibile delle risorse idriche rappresenta una leva strategica per garantire la qualità, la redditività e la resilienza della produzione vitivinicola, soprattutto in territori a forte vocazione come quello del Montepulciano d’Abruzzo.
Le tecnologie di irrigazione di precisione, i sistemi di monitoraggio avanzato e l’adozione di pratiche agronomiche consapevoli possono fare la differenza, ma richiedono investimenti, formazione e politiche di sostegno adeguate. In questo contesto, la ricerca scientifica svolge un ruolo fondamentale non solo nell’individuare soluzioni tecniche efficaci, ma anche nel fornire strumenti conoscitivi e decisionali ai viticoltori.
Guardando al futuro, la sfida sarà quella di combinare innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale ed equilibrio economico, valorizzando le specificità territoriali e accompagnando le imprese vitivinicole verso modelli produttivi sempre più resilienti e sostenibili.
Autore
Marco Sbardella
Ph.D., Ricercatore e socio fondatore del Centro Ricerche scientia Atque usus per la Comunicazione Generativa ETS. Consulente presso il Generative Communication Lab.
Svolge ricerca negli ambiti dello sviluppo rurale, del climate change e della comunicazione sanitaria.
Intervistati
Adele Finco
Deborah Bentivoglio
Giulia Chiaraluce
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