“Non si può non comunicare”: partecipazione, governance e futuro
Prima restituzione di un’analisi in corso sulle pratiche di democrazia partecipata a livello internazionale
di Viola Davini | 30 09 2025
Di cosa parliamo in questo articolo?
Il presente articolo illustra i primi risultati di un’analisi documentale sulle pratiche di democrazia partecipativa che si stanno diffondendo parallelamente all’evolversi delle tecnologie digitali nell’ambito del progetto Viareggio Futura. Il progetto propone alcune tematiche chiave: come si scelgono i contenuti della partecipazione? Chi partecipa? In che modo la partecipazione incide effettivamente sulle decisioni?
Per rispondere a queste domande, il Centro Ricerche sAu conduce un’analisi di esperienze europee consolidate – Nantes, Barcellona, Amsterdam, Gdańsk, Amburgo – e un processo di ascolto e coinvolgimento dei portatori di interesse nel territorio viareggino. La comunicazione emerge come uno strumento chiave per queste pratiche, che mirano a superare i limiti dei processi partecipativi tradizionali, coinvolgendo le persone in processi in-formativi per incidere sulla governance, pur mantenendo differenze di ruoli tra eletti ed elettori.
L’analisi evidenzia che la partecipazione civica si rafforza grazie all’integrazione di tecnologia, comunicazione e volontà politica, mentre a livello locale è centrale sviluppare una governance inclusiva nei settori produttivo e del benessere.
L’articolo si conclude con una call to action rivolta a enti di ricerca, organizzazioni del Terzo Settore, imprese e amministrazioni pubbliche, affinché condividano le proprie esperienze di pratiche di democrazia partecipativa. L’intento è favorire un confronto aperto per mettere a sistema le buone pratiche esistenti.
Dai nostri territori in salute
il podcast delle comunità di sAu
Partecipare oggi: una sfida costante
Cosa significa “partecipare” all’interno di una democrazia contemporanea? Qual è il ruolo che ogni cittadino e cittadina può e deve svolgere nel proprio esercizio di cittadinanza? E come si configurano le scelte individuali, anche in ambiti apparentemente privati — come la sanità, l’educazione o le pratiche quotidiane (ad esempio fare la spesa) — come elementi imprescindibili per costruire un senso costituzionale di comunità?
Queste domande rappresentano il punto di partenza di un progetto di ricerca-azione che il Centro Ricerche “scientia Atque Usus” (sAu) per la Comunicazione Generativa ETS conduce, con l’obiettivo di promuovere processi di innovazione basati sul modello della Comunicazione Generativa. Questo approccio mira a mettere le cittadine e i cittadini nelle condizioni di esprimere i propri bisogni e di co-progettare azioni concrete, attivabili tanto nelle imprese — per migliorare il rapporto tra dipendenti e governance — quanto nelle politiche pubbliche delle amministrazioni locali, con impatti diretti nella vita quotidiana delle comunità.
Spesso, la costruzione di una democrazia partecipata realmente efficace è ostacolata da modelli comunicativi tradizionali, unidirezionali e gerarchici, che limitano la possibilità di un’effettiva partecipazione. Il Centro Ricerche sAu si impegna a contrastare queste dinamiche, promuovendo forme di coinvolgimento che restituiscano una voce autentica alle persone per costruire “Territori in salute”, come nel caso del progetto “Viareggio Futura”.
“Non si può non comunicare”: quale partecipazione per la vita quotidiana
«Non si può non comunicare». Questa affermazione, nota come uno degli assiomi fondamentali della comunicazione, si applica perfettamente anche al campo della cittadinanza: così come non esiste relazione senza comunicazione, non può esistere cittadinanza piena senza una partecipazione reale e quotidiana.
Tuttavia, la partecipazione talora difetta ed è per questo diventata oggetto di interventi legislativi mirati a colmare un divario crescente tra cittadinanza e istituzioni. Questo divario non riguarda solo la mancanza di fiducia nella classe politica, ma anche un progressivo distacco dalla pubblica amministrazione. Seppure molte amministrazioni locali si impegnino concretamente nella costruzione del bene comune, troppo spesso i processi e gli strumenti comunicativi sono percepiti come regole che limitano e burocratizzano il coinvolgimento, piuttosto che come leve di cambiamento.
Il Centro Ricerche sAu si interroga da tempo su come ricostruire un rapporto autentico tra chi detiene il sapere — scientifico, tecnico o politico — e la cittadinanza. Non si tratta solo del legame tra mondo accademico e società civile, ma anche del rapporto tra chi ha il potere di legiferare e chi vive quotidianamente gli effetti delle decisioni (eletti ed elettori). In una società interconnessa e in rapida trasformazione, non è più possibile concepire la cittadinanza – così come il “territorio” – come un’entità statica, legata esclusivamente a chi risiede stabilmente entro un confine geografico e amministrativo. Analogamente alla mobilità di persone e merci che supera i confini tradizionali, anche gli interventi normativi ed economici devono ampliarsi per includere chi vive temporaneamente un luogo, per studio, lavoro o turismo. Ciò richiede dati e strumenti in grado non solo di “fotografare” il territorio, ma di intercettare dinamiche in continuo mutamento, come ad esempio i bisogni assistenziali legati ai flussi stagionali, i bisogni legati alla mobilità per la popolazione residente rispetto a lavoratori e lavoratrici etc. Il punto essenziale consiste nel rafforzare i processi di comunicazione tra governance e cittadinanza, per rispondere alle esigenze attuali, ma soprattutto per progettare insieme il futuro.
Viareggio Futura
“Viareggio Futura” è il progetto di ricerca-azione a cura del Centro Ricerche sAu che è risultato vincitore dell’avviso pubblico indetto dal Comune di Viareggio per la realizzazione di un’indagine partecipata, finalizzata alla stesura di un Progetto Strategico di Valorizzazione degli Aspetti Salienti e Distintivi di Viareggio Futura.
Viareggio Futura non è solo un progetto di ricerca: è un’opportunità per la comunità viareggina di far sentire la sua voce, per progettare e realizzare insieme il futuro della città.
Ma cosa significa davvero “dare un ruolo” ai cittadini e alle cittadine?
Significa valorizzare le differenze di competenze e responsabilità: la cooperazione si costruisce nella differenziazione dei ruoli, con la valorizzazione delle specificità di ciascuno — dai livelli politici a quelli tecnici, dagli amministratori pubblici alle organizzazioni territoriali, fino alle/i singole/i cittadine e cittadini. Ognuno contribuisce in modo diverso, ma tutti devono poter esercitare un ruolo riconosciuto e significativo. Per questo è necessaria una strategia comune, uno “spartito” condiviso in grado di dare coerenza e visione alle molteplici voci in campo.
Nel progetto Viareggio Futura, la domanda guida è: quale città vogliamo? Una risposta dall’alto non sarebbe sufficiente così come quella delegata interamente a una cittadinanza priva dei necessari strumenti tecnici. La soluzione risiede nella co-progettazione del percorso: un processo che unisce la responsabilità della governance e la partecipazione attiva dei cittadini, per costruire un bene comune condiviso.
Da oltre trent’anni il Centro di ricerca sAu sostiene che costruire un “Territorio in salute” significa mettere ciascuno nelle condizioni di esercitare pienamente il proprio ruolo di cittadino. Una comunità viva è come un organismo: solo se ogni parte svolge la funzione che le compete, l’intero sistema può essere in grado di vivere.
Panoramica europea sulle esperienze di democrazia partecipativa
In Europa, si stanno consolidando esperienze innovative di democrazia partecipativa che combinano strumenti digitali e incontri in presenza, rafforzando il rapporto tra governance e cittadinanza. Città quali Nantes, Barcellona, Amsterdam, Gdańsk e Amburgo stanno ridefinendo il coinvolgimento civico, dimostrando che la partecipazione non è più un evento episodico, ma un processo strutturale.
Le domande che guidano queste esperienze sono fondamentali anche per la nostra ricerca:
- Quali temi sono oggetto di partecipazione?
- Chi partecipa e con quali strumenti?
- Come si armonizzano presenza fisica e canali digitali?
- Qual è l’impatto sui processi decisionali e come viene misurato?
- In che modo i processi rafforzano il dialogo tra governance e cittadini, anche dopo la conclusione dei percorsi?
Di seguito una prima panoramica delle esperienze che il gruppo di ricerca sta monitorando
Nantes
Dialogo permanente per la transizione ecologica e sociale
Tra marzo e luglio 2023, Nantes ha promosso il Grand Débat “Fabrique de nos villes. Ensemble, inventons la vie de demain”, coinvolgendo circa 30.000 abitanti e professionisti delle 24 municipalità. Tra eventi in presenza, contributi digitali, è nato un rapporto di 200 pagine, tradotto in una roadmap di 97 azioni concrete, adottata nell’aprile 2024. L’esperienza si inserisce in un sistema istituzionalizzato di dialogo cittadino permanente, che comprende workshop, consigli tematici e di quartiere, diritto di interpellanza popolare e sostegno alle associazioni. Questo modello ha fatto di Nantes, nel 2019, la Capitale Europea dell’Innovazione, grazie alla capacità di integrare la partecipazione nei processi decisionali.
Barcellona
La piattaforma Decidim e la sovranità digitale
Barcellona ha consolidato il proprio modello partecipativo con la seconda edizione dei Pressupostos Participatius (ottobre 2024 – aprile 2025), processo grazie al quale i cittadini decidono la destinazione di 30 milioni di euro nei quartieri per il periodo 2024-2027. La consultazione si è svolta in sei fasi, tra dibattiti pubblici e la piattaforma open source Decidim, che garantisce trasparenza, accesso ai dati e feedback continuo anche dopo le votazioni.
Accanto agli strumenti digitali, il Comune valorizza spazi fisici come il Canòdrom, laboratorio per la sovranità digitale, sostenendo un processo di partecipazione ciclico in grado di rafforzare fiducia e corresponsabilità.
Amsterdam
Innovazione digitale e dati aperti
Amsterdam punta su un ecosistema partecipativo diffuso e continuativo, centrato su Amsterdam Smart City (oggi “InChange”), piattaforma pubblico-privata che coinvolge cittadini, imprese e università in progetti di mobilità, energia, ambiente e digitale.
Il modello delle “Private Public People Partnership” (PPPP) integra comunità, settore pubblico e privato sviluppando soluzioni innovative testate sul territorio. La cittadinanza contribuisce attraverso gli Smart Citizen Kit, dispositivi per la misurazione ambientale diffusa alimentando la rete open data del Comune. Amsterdam sperimenta, inoltre, un Registro degli algoritmi per garantire trasparenza nell’uso dell’intelligenza artificiale nei servizi pubblici, esempio di partecipazione digitale avanzata.
Gdańsk (Danzica)
Multilivello e inclusiva
La strategia “Gdańsk 2030 Plus” è stata costruita attraverso un processo partecipativo che ha incluso sondaggi, interviste, panel di cittadini, bilanci partecipativi e oltre 150 consultazioni pubbliche. Il modello integra strumenti online e incontri in presenza con assemblee, workshop e consultazioni con esperti, combinando momenti deliberativi fisici e flussi digitali. L’impatto è misurato quantitativamente (numero di partecipanti, commenti, attuazione delle raccomandazioni) e qualitativamente (aumento di trasparenza e fiducia). La città ha rafforzato il senso di protagonismo dei cittadini, candidandosi a European Capital of Democracy 2024.
Amburgo
Pioniera del digitale nella partecipazione
Ad Amburgo, fin dai primi anni 2000, la partecipazione civica è supportata da strumenti digitali innovativi, come DEMOS-Plan, che permette di consultare e commentare documenti urbanistici mediante mappe interattive, e gli Electronic Town Meetings, incontri pubblici online con votazioni elettroniche. Questi strumenti hanno contribuito ad aumentare la trasparenza e la partecipazione, portando riconoscimenti europei nel settore dell’e-government.
Tecnologia, cultura comunicativa e politica: tre dimensioni inseparabili
Le esperienze europee – anche se non mancano a livello nazionale iniziative portate avanti a Milano, Bologna, Torino etc. che saranno oggetto di un prossimo approfondimento – mostrano che l’adozione di strumenti digitali è cruciale per rafforzare la democrazia partecipativa, garantendo trasparenza, accessibilità e responsabilità nei processi decisionali. Tuttavia, la tecnologia da sola non basta: senza un cambiamento culturale e politico centrato sul cittadino e una solida alfabetizzazione civica e digitale, anche gli strumenti più avanzati rischiano di essere inefficaci. È pertanto necessario promuovere una cultura comunicativa in cui la partecipazione sia un processo continuo, valorizzi la diversità, riconosca ruoli e responsabilità e favorisca alleanze durature tra amministrazioni, società civile, imprese e cittadinanza.
A livello europeo, il Regolamento UE 1303/2013 ha posto le basi per collegare la partecipazione ai fondi strutturali e alle politiche di sviluppo locale. Il Piano d’Azione per la Democrazia Europea ha definito strategie per trasparenza e coinvolgimento, mentre la più recente Raccomandazione UE 2023/2836 invita gli Stati membri a garantire supporto tecnico e finanziario affinché la partecipazione sia effettiva, inclusiva, trasparente e sostenuta a tutti i livelli di governo.
Anteprime
Scriptorium
Promozione del coinvolgimento e della partecipazione effettiva dei cittadini e delle organizzazioni della società civile ai processi di elaborazione delle politiche pubbliche
Raccomandazione dell’Unione Europea (UE) 2023/2836 della Commissione del 12 dicembre 2023 sulla promozione del coinvolgimento e della partecipazione effettiva dei cittadini e delle organizzazioni della società civile ai processi di elaborazione delle politiche pubbliche.
Viareggio Futura: alla ricerca di risorse già esistenti che faticano a essere messe a sistema
Sono proprio le tre dimensioni anticipate che sono alla base del progetto “Viareggio Futura”. Il progetto, realizzato tramite l’applicativo dell’Ambiente integrato Atque “InComuneLab”, si configura come un percorso di animazione territoriale focalizzato su alcuni punti essenziali: come trasformare la partecipazione da evento sporadico a pratica quotidiana? Come garantire che le segnalazioni e le istanze dei cittadini non restino episodi isolati, ma diventino risposte sistemiche e strutturate? Come conciliare la dimensione individuale con l’interesse collettivo, evitando che la partecipazione si riduca a un semplice sportello di ascolto e rafforzando invece la governance condivisa e l’uso civico dei dati raccolti?
Il gruppo di ricerca sta portando avanti un’analisi delle pratiche in essere a livello internazionale, ponendosi alcune domande di ricerca fondamentali:
- Contenuti: come selezionare i temi di confronto? Quale in-formazione offrire a cittadini, tecnici e amministratori per assicurare una partecipazione informata e consapevole?
- Modalità: quali strumenti utilizzare? Quali tecnologie digitali — incluse le più recenti applicazioni dell’intelligenza artificiale — possono incrementare inclusività ed efficacia dei processi partecipativi? Quale è il valore delle attività in presenza rispetto all’online?
- Finalità e impatti: quale peso reale hanno la partecipazione e la consultazione nelle decisioni pubbliche? Come garantire che tali consulte producano effetti concreti, con un sistema di feedback chiaro, trasparente e verificabile?
A Viareggio, la strategia si fonda sull’analisi del tessuto comunicativo ordinario del territorio, esaminando il modo in cui associazioni, imprese e amministrazioni si rapportano ai loro rispettivi pubblici e tra di loro. L’obiettivo è creare una vera e propria “mappa del sistema nervoso” comunicativo del territorio, capace di mettere in luce le criticità e le potenzialità già esistenti.
Rispetto agli esempi sopra citati, Viareggio Futura concentra la sua attenzione sulle pratiche ordinarie di democrazia partecipata che si sviluppano quotidianamente attraverso i processi comunicativi tipici del territorio, quali:
- la comunicazione delle associazioni con i propri associati;
- le imprese con i propri dipendenti;
- le amministrazioni con i cittadini;
- le imprese con le istituzioni;
- le associazioni di categoria;
- etc.
Uno degli obiettivi principali della ricerca-azione, infatti, è realizzare una fotografia dettagliata di questo “sistema nervoso” comunicativo dell’organismo “territorio”, per intercettare i contenuti, le modalità operative e le finalità e impatti già presenti, evidenziando anche le possibilità di potenziamento. Viareggio Futura intende contribuire a far emergere le pratiche quotidiane esistenti, identificando al tempo stesso le principali barriere che ne limitano l’efficacia, per ipotizzare interventi di miglioramento.
Attività produttive e salute/benessere: due ambiti strategici a Viareggio
Nel progetto Viareggio Futura un ruolo centrale è riservato al dialogo costruttivo tra settore pubblico e privato. Si mira a integrare interessi economici, culturali e sociali nei processi di pianificazione territoriale, lavorando a stretto contatto con il tessuto imprenditoriale locale — dall’agricoltura al turismo, dall’artigianato alle nuove tecnologie — per valorizzare esperienze di partecipazione esistenti e promuovere nuove pratiche di impegno comunitario, con ricadute positive sul territorio.
Parallelamente, il progetto pone una particolare attenzione alla salute e al benessere, con l’obiettivo di rendere i processi partecipativi realmente inclusivi per le persone più fragili — donne, anziani, persone in condizioni di povertà o esclusione sociale. Si tratta di promuovere percorsi di ascolto equi e specifici, in cui amministrazioni, associazioni, imprese sociali e terzo settore costruiscano alleanze durature, per tradurre la partecipazione in accesso ai diritti, giustizia sociale e coesione.
Per questo, il progetto sta portando avanti un percorso di ascolto e confronto con alcune figure di riferimento del mondo produttivo, associativo e culturale del territorio, raccogliendo riflessioni e proposte da chi vive quotidianamente le dinamiche economiche e sociali della città. Si tratta di un primo passo in un processo che il progetto intende proseguire e ampliare, coinvolgendo progressivamente altri attori e settori strategici. Le testimonianze raccolte offrono uno spaccato significativo sul rapporto tra governance, cittadinanza e sviluppo locale, contribuendo a delineare priorità, sfide e potenzialità per il futuro della partecipazione sul territorio.
InComuneLab per Viareggio Futura
InComuneLab è applicativo dell’Ambiente Integrato Atque che permette di costruire – insieme a portatori d’interesse e cittadini/e – un nuovo modello di comunicazione tra governance e cittadinanza, per la progettazione condivisa del futuro del territorio di Viareggio. Attraverso una specifica Officina, InComuneLab organizza azioni di ascolto, confronto e restituzione online e in presenza con portatori d’interesse, cittadini e cittadine che vogliono impegnarsi e dedicare un po’ del loro tempo al progetto.
Conclusioni e Postilla
Conclusioni: costruire una democrazia partecipata radicata nella quotidianità
Viareggio Futura avvia una fase di ricerca e raccolta di pratiche partecipative, con particolare attenzione agli strumenti di comunicazione adottati e alle lezioni apprese. Il progetto mira a dare voce a rappresentanti scientifici e istituzionali, raccogliendo esperienze da contesti nazionali e internazionali che condividono questo impegno.
La democrazia partecipata non può essere una moda passeggera né un mero slogan, quanto una risposta necessaria alle sfide della complessità contemporanea. Richiede investimenti in comunicazione, strumenti digitali accessibili, regole condivise e, principalmente, una visione collettiva del bene comune.
Si tratta di attivare un vero e proprio laboratorio in cui ogni cittadino sia chiamato a contribuire alla costruzione del futuro, facendo emergere il valore della “viaregginità” non come chiusura identitaria, ma come apertura al confronto, al dialogo e alla valorizzazione delle differenze.
Il bene comune diventa così un obiettivo concreto, fondato sul diritto e dovere di ascoltare, essere ascoltati e proporre. Solo l’integrazione di tecnologia, cultura organizzativa e volontà politica può generare un modello di governance capace di affrontare le complessità attuali e rafforzare il senso di comunità, trasformando la partecipazione in un processo quotidiano e vitale.
Postilla: call to action
Spesso le pratiche di democrazia partecipata sono realizzate congiuntamente dalle istituzioni e dalle organizzazioni del terzo settore — associazioni, fondazioni, imprese sociali — che hanno come missione la promozione del bene comune.
Il Centro Ricerche sAu è particolarmente interessato a raccogliere e conoscere esperienze provenienti non solo dalle grandi città, ma anche dalle realtà piccolissime, per ricomporre un mosaico ampio e articolato. Da questo patrimonio si intende rilevare l’impatto sociale concreto delle pratiche messe in campo, valorizzando esempi virtuosi e individuando i fattori che ne determinano la riuscita oppure le difficoltà.
Invitiamo pertanto rappresentanti del mondo della ricerca, del Terzo Settore o delle Amministrazioni a contribuire con il proprio racconto e la propria testimonianza, per costruire insieme una conoscenza condivisa e promuovere pratiche di partecipazione sempre più efficaci, inclusive e durature.
Sitografia
- Agenda Digitale. (2025). Comunicazione generativa: il progetto Viareggio Futura e la co-creazione del territorio. link
- Amsterdam Smart City. (n.d.). Amsterdam Smart City platform. link
- Barcelona City Council. (n.d.). Decidim Barcelona. link
- Città di Gdańsk. (n.d.). Piano strategico 2030 Plus. link
- Consul Democracy Foundation. (n.d.). Consul Democracy. link
- European Commission. (n.d.). Have Your Say – Consultazioni pubbliche. link
- European Commission. (n.d.). Citizens’ Engagement Platform. link
- European Parliament. (n.d.). Petitions. link
- European Union. (n.d.). European Citizens’ Initiative. link
- Formez PA. (2015). Partecipazione: strumenti normativi per la partecipazione civica. link
- Nantes Métropole. (2019). Grand Débat. link
Autrice
Viola Davini
Ph.D., Ricercatrice e socio fondatrice del Centro Ricerche scientia Atque usus per la Comunicazione Generativa ETS
Consulente del Generative Communication Lab, Fondazione PIN dell’Università di Firenze