Una Noterella su “Salute e sanità”
La relazione medico-paziente tra rappresentazione e immaginario
Che cosa ci dicono i nuovi media?
di Viola Davini | 09 01 2023
I dati di We are Social del 2021 (link), l’agenzia internazionale che ogni anno riporta i dati sulla fruizione dei nuovi media a livello mondiale,  ci dicono che gli italiani e le italiane, in una età compresa tra i 16 e i 64 anni, passano in media giornalmente  6 ore e 9 minuti su Internet e tra le motivazioni più frequenti troviamo la ricerca di informazioni. Questo aspetto della nostra quotidianità influenza notevolmente il modo in cui ci relazioniamo con il mondo dell’informazione e, quindi, con il nostro modo di conoscere e di interpretare ciò che accade intorno a noi. Dopo l’avvento del Covid 19, nel marzo 2020, la ricerca di informazioni online sui temi legati alla salute e alla sanità è cresciuta esponenzialmente. Un dato, questo, confermato anche dal  17° Rapporto sulla Comunicazione realizzato dalla Fondazione CENSIS, in cui si legge: «la voglia di approfondire le informazioni sul Covid-19 ha avuto un riscontro nel crescente interesse per le notizie di tipo scientifico, medico e tecnologico, passate dalle preferenze del 27,7% della popolazione nel 2019 al 33,4% del 2021 (+5,7%)».
Ambito di Intervento

Salute e sanità

La relazione medico-paziente

Il Centro Ricerche sAu da anni studia l’impatto dei media sull’immaginario. Nell’ambito della sanità e della salute questo aspetto è ancora più strategico perché legato ai comportamenti che adottiamo per prenderci cura di noi stessi e di chi abbiamo vicino.
Il Centro Ricerche sAu, prima come CRAIAT (link), sta studiando da anni quanto i nuovi media influenzino l’esperienza della relazione medico-paziente: dall’analisi dell’immaginario circa il parto delle donne in gravidanza, progetto realizzato con il Dipartimento Materno Infantile dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi di Firenze, in collaborazione con il Professor Felice Petraglia, all’indagine realizzata con il personale medico-sanitario dell’Azienda Ospedaliera Universitaria del Meyer, sempre di Firenze,  per capire quali siano le fonti utilizzate dai pazienti e dalle famiglie nell’ambito delle malattie oncologiche rare pediatriche.
Dalle nostre esperienze sul campo emerge un panorama in cui sia il personale medico-sanitario che i pazienti rivelano di non avere gli strumenti necessari per orientarsi nel panorama dell’informazione online. Si fa sentire, quindi, in maniera sempre più urgente, la necessità di realizzare un nuovo patto comunicativo in cui tutti gli attori sociali – dalle scuole, alle università, dalle strutture socio-sanitarie alle associazioni etc.- dovrebbero cooperare per realizzare strategie di comunicazione in grado di facilitare l’accesso a informazioni e in genere a contenuti autorevoli quanto affidabili, al fine di valorizzare al massimo i saperi e le competenze del personale medico e, al tempo stesso, riconoscendo al paziente (e ai suoi familiari) un ruolo fondamentale nella difesa della sua salute. Ruolo, quest’ultimo, che sarà possibile esercitare solo se sarà stata data al paziente, e non solo, un’adeguata alfabetizzazione, una health literacy che possa trasformare un principio, ormai da più parti sostenuto (sollecitare il paziente  ad un’interazione con i medici quanto più attiva e collaborativa) in una pratica quotidianamente possibile. 
Questo nuovo scenario, verso cui dobbiamo andare, necessita però di un metodo  comunicativo, di un’idea stessa di comunicazione completamente diversa da quella del passato, che ancora oggi continua, nonostante i danni evidenti che provoca, la più diffusa. Una comunicazione che, finalmente, abbandoni la consueta strategia trasmissiva, gerarchica, meccanicistica che la caratterizza, che, nella relazione fra medico e paziente, vuole che quest’ultimo sia un soggetto ubbidiente, un esecutore passivo, incapace di offrire al medico elementi di conoscenza emergenti dalla propria esperienza quotidiana, valutazioni, per esempio sugli effetti della terapia, fondamentali per la sua salute.
In questo scenario di necessaria ridefinizione dei ruoli e delle relazioni in ambito socio-sanitario, il Centro Ricerche sAu ha avviato una ricerca su quali siano i modelli sociali e culturali che hanno caratterizzato il rapporto fra medico e paziente, e in particolare come i nuovi media tendono a rappresentare la figura del professionista della salute. Si tratta di un filone di ricerca strategico, dato che i diversi mezzi di comunicazione, siano essi nuovi o tradizionali, hanno avuto e continuano ad avere il ruolo cruciale di strumenti attraverso cui avviene la formazione di immaginari, conoscenze e comportamenti specifici nelle persone e tramite cui si definisce la relazione con le varie professionalità che compongono il sistema-salute odierno.  In questo filone rientra anche lo studio pubblicato sulla rivista internazionale RIHC. Revista Internacional De Historia De La Comunicación, con un articolo dal titolo: Nuevos superhéroes. La relación mediática entre los jóvenes y los médicos, che ha riguardato i principali risultati di un’analisi condotta sull’evoluzione storica – dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri – della rappresentazione mediale del rapporto tra dottori e bambini (Toschi et alii 2021). Dall’analisi condotta su prodotti mediali (quadri, illustrazioni, poster, video dedicati a bambini e ragazzi) è stato interessante notare che la percezione e la rappresentazione del professionista della salute nei confronti dei più piccoli si è progressivamente avvicinata all’idea di un medico “supereroe” (da qui il titolo della pubblicazione).
Library di sAu
Nuevos superhéroes. La relación mediática entre los jóvenes y los médicos
L’articolo pubblicato presenta i principali risultati di un’analisi sull’evoluzione storica della rappresentazione mediale della relazione tra medico e bambini, dall’Ottocento ai giorni nostri.
PinocchioImg
I tre dottori in visita a Pinocchio, Le avventure di Pinocchio 1883
Al tema del rapporto dei giovani con la figura del medico il Centro Ricerche sAu dedica una mostra fotografica virtuale aperta a tutti i soggetti interessati.

Da una prima fase della ricerca, infatti, emerge come le rappresentazioni della relazione medico-paziente dipingano un quadro cupo, nel quale il medico è visto come latore di brutte notizie. Le illustrazioni riportano situazioni caratterizzate da preoccupazione e disperazione, con le figure genitoriali spesso colte nell’atto di implorare il medico (la cui parcella era un problema nel problema).

Per proseguire questo filone di ricerca, il Centro Ricerche sAu svilupperà all’interno della nuova edizione del Master in Comunicazione Medico-Scientifica e dei Servizi Sanitari, realizzato dal Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università degli Studi di Firenze, un’indagine sui contenuti audiovisivi di ambito medico-sanitario fruibili online, in collaborazione con importanti player regionali e nazionali che si occupano di analisi del consumo mediale. Lo studio si pone l’obiettivo di indagare quali sono i contenuti mediali più frequenti tra i giovani che rappresentano la  figura del medico, quali sono gli aspetti che colpiscono maggiormente della relazione medico-paziente e quali siano i modelli sociali di riferimento rispetto alle determinanti di salute (alimentazione, sport, stili di vita etc.) con un focus su quali elementi siano considerati salutari dai giovani fruitori.

Progetto

Master in Comunicazione Medico-Scientifica e dei Servizi Sanitari

Il Master consulenziale realizzato dal Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università di Firenze, promuove progetti per rafforzare la relazione medico-paziente-servizi. Quale health literacy a partire dalla scuola?

Library
  • Marchionne, I., Coppi, M., Davini, M. (2020), La comunicazione: strumento per valorizzare la complessità. In Baldi, B. (Ed.) Comunicare ad arte per costruire contenuti e promuovere eventi, Zanichelli, Milano, pp. 191-204
  • Toschi, L., Capitini, L., Davini, V., Marchionne, I., Pandolfini, E., & Sbardella, M. (2021). Nuevos superhéroes. La relación mediática entre los jóvenes y los médicos. RIHC. Revista Internacional De Historia De La Comunicación, (17), 34–62
  • Pandolfini, E., Capitini, L., Marchionne, I., Sbardella, M., Davini, V. (2023), Generative Communication Paradigm to Study the Imaginary about Childbirth. How Science Communication Can Promote Health Literacy, in Metzner (editor) On the Interplay of Images, Imaginaries and Imagination in Science Communication, Firenze, Olschki.
La sala di lettura Scriptorium
L’impegno del Centro Ricerche sAu per rafforzare la relazione medico-paziente in sanità
Vuoi approfondire i temi relativi all’Ambito “Salute e sanità” che sono trattati nell’articolo consultando la documentazione che abbiamo prodotto o utilizzato per le nostre attività di ricerca?
Autore

Viola Davini

Ph.D., Ricercatrice e socio fondatrice del Centro Ricerche “scientia Atque usus” per la Comunicazione Generativa ETS
Consulente presso Lab CfGC
Svolge ricerca negli ambiti della comunicazione della salute, referente per il Master in Comunicazione Medico-Scientifica e dei Servizi Sanitari, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università di Firenze.