La documentazione comunicante.
Una comunità di pratiche per attualizzare i valori di don Milani

Tecnologie per valorizzare il tocco umano
La documentazione comunicante.
Una comunità di pratiche per attualizzare i valori di don Milani
Perché questa comunicazione crea problemi, invece di risolverli
di Luca Toschi | 13 01 2023
Di cosa parliamo in questo articolo?
Non un ennesimo Centro di Documentazione, rigorosamente digitale, che dopo la sua realizzazione nessuno è più interessato a consultare. Ma l’occasione per far conoscere la galassia vasta di chi è impegnato ad attualizzare il pensiero e l’azione di don Milani: a cominciare dalla scuola. Una Comunità dove, accanto ai documenti, di e su don Milani, si possano ascoltare le voci di tutti coloro che, nei contesti sociali, culturali, economici, politici più diversi hanno avuto e hanno il desiderio di pensare e di agire sulla realtà nella convinzione che “il sapere serve solo per darlo” (Scuola di Barbiana. Lettera a una professoressa, 1967). Documentare per progettare e agire, per trasformare la complessità del nostro tempo da minaccia in risorsa. Con l’intento di superare le attuali criticità legate alla comunicazione, tutta da ripensare, alla “parola che distrae” (Milani, L. Esperienze pastorali, 1957) all’inclusione e all’accoglienza indebolite se non negate.

Ambito di Intervento

Tecnologie per valorizzare
il tocco umano
Il Centro Ricerche sAu da anni porta avanti progetti di ricerca e sperimentazione sulle tecnologie vecchie e nuove, per favorire uno sviluppo tecnologico che non automatizzi l’uomo ma che, al contrario, lo aiuti a rafforzare la propria creatività e progettualità.
Premesso che l’autonomia della ricerca è un elemento fondamentale, imprescindibile del progresso umano, che la ricerca come professione è un’attività essenziale per il nostro tempo, gli studi in corso da anni sulla Comunicazione Generativa, ed i relativi progetti realizzati in diversi ambiti socio-economici, culturali, stanno dimostrando che gran parte dei problemi che stiamo incontrando nascono dal fatto che la scientia non riesce a costruire un rapporto con il mondo dell’usus che vada oltre il concetto di trasferimento dei suoi saperi.
Così, come ugualmente, si trovano grandissime difficoltà nel promuovere forme di collaborazione e cooperazione fra scienziate, scienziati e cittadine e cittadini che valorizzino l’usus che c’è, o potrebbe esserci, nella scientia e, viceversa, la scientia che c’è, o potrebbe esserci, nell’usus della vita quotidiana di chi non è scienziata o scienziato di mestiere.
L’intervista è stata realizzata da Pamela Giorgi, ricercatrice INDIRE e curatrice di “Spazio don Milani”, l’ambiente online per la raccolta dei contenuti multimediali dedicati alla vita di don Milani e al suo rapporto con la scuola.

L’inserimento del digitale in tutti gli aspetti pubblici e privati della nostra vita non solo risente di questa impostazione ormai superata dalle esigenze emergenti dalla realtà di tutti i giorni (si veda quanto è accaduto e accade con il Covid), ma aggrava i problemi di una società che, se non riesce a trasformare la complessità da problema in risorse reali e fortemente contestualizzate in ambiti molto concreti (dalla salute all’agricoltura, dallo sviluppo di nuove tecnologie alla valorizzazione del cultural heritage, al climate change etc.), rischia, non solo di entrare in un clima materiale e immateriale di neoprimitivismo, ma di perdere l’immenso progresso che, seppure segnato da storie anche terribili e disumane, la nostra umanità è riuscita a compiere in un tempo incredibilmente breve rispetto ai tempi geologici del nostro pianeta. Insomma, la Comunicazione, che è additata come la principale responsabile ogni volta che si presenta un problema, è senz’altro il nodo da sciogliere. Ma bisogna chiarire che non è un suo differente uso, né la digitalizzazione di vecchie pratiche comunicative che risolveranno la crisi di sistema che stiamo vivendo.

È necessario, infatti, ripensare il senso profondo, gli obiettivi, la stessa natura di ciò che chiamiamo “comunicazione”, dando alla comunicazione il ruolo fondamentale di strumento di costruzione sociale sulla base di una ritrovata centralità e condivisione dei contenuti (materiali e immateriali). Dobbiamo andare verso una comunicazione che sia in grado di generare conoscenza condivisa e comune, che favorisca collaborazione e cooperazione, che riesca a dare valore alla diversità di ogni soggetto, sia esso individuale o collettivo, anche, se non soprattutto, quando si pone in una posizione divergente e conflittuale.
Abbiamo bisogno come l’aria di una comunicazione che, scrivendo, appunto, un nuovo patto progettuale fra il mondo della scientia e quello dell’usus, contribuisca non solo a ridefinirne le rispettive identità, ma soprattutto a trasformare la felice formula dell’UNESCO Towards Knowledge Society (2005) da obiettivo da raggiungere in un irrinunciabile, non più rinviabile punto di partenza. Il mondo, lo si voglia o non, è diventato un immenso, magnifico laboratorio. Sta a noi decidere se vogliamo essere cavie o soggetti che, nella diversità fondamentale delle conoscenze, delle competenze, delle abilità, delle culture, decidono cosa e come studiare, quale mondo vogliamo costruire.
Proprio in questo contesto, di ridefinizione del rapporto fra conoscenza (documentazione) e azione comune, progettuale (comunicazione), il Centro “Don Milani e scuola di Barbiana” mira a raccogliere tutto il patrimonio culturale relativo a don Milani, cercando di comunicarlo in maniera da renderlo un bene comune da interpretare nella vita di tutti i giorni, da parte di tutti quei soggetti che, a livello nazionale e internazionale, si ispirano ai valori milaniani: dagli insegnanti, ai sacerdoti, dai volontari dell’associazionismo agli educatori sociali. Un Centro di Documentazione e Comunicazione Generativa non soltanto PER, ma soprattutto CON.
Progetto
Centro di Documentazione e Comunicazione Generativa “Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana”  
Il progetto prevede l’ideazione, la progettazione e la realizzazione di un Centro di Documentazione e Comunicazione Generativa orientato alla progettazione, attraverso il quale sostenere e promuovere attività di formazione che si ispirano al pensiero e all’azione di don Milani, con una particolare attenzione all’importanza della scrittura.
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Bibliografia/Sitografia

  • Davini, V., Marchionne, I., Pandolfini, E., Sbardella, M. (2023), Generative Communication Paradigm to study the imaginary about childbirth. How science communication can promote health literacy, in A. Metzner (editor), On the Interplay of Images, Imaginaries and Imagination in Science Communication, Olschki: Firenze
  • Milani, L. (1957) Esperienze pastorali. Libreria Editrice Fiorentina: Firenze
  • UNESCO (2005). Towards Knowledge Society. UNESCO World Report, UNESCO Publishing
  • Scuola di Barbiana (2007 seconda edizione riveduta e corretta; 1967 prima edizione). Lettera a una professoressa. Libreria Editrice Fiorentina: Firenze
  • Toschi, L. (2011). La comunicazione generativa. Apogeo Editore: Milano

Library di sAu

Quale automazione per una ricerca e una documentazione dal tocco umano
Il filone di ricerca sui processi di automazione per le attività di ricerca e documentazione affonda le radici negli studi sulle estese potenzialità degli ipertesti nell’ambito dell’analisi testuale condotti da Luca Toschi a inizio anni ’90. È da quel nucleo di studi che derivano le ricerche sulla relazione tra digitale, sistemi di documentazione e modalità di gestione degli archivi che caratterizza i progetti più recenti ed alcuni di quelli in corso.

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Autore

Luca Toschi

Fondatore e Presidente del Centro Ricerche “scientia Atque usus” per la Comunicazione Generativa ETS
Direttore del Lab Center for Generative Communication del PIN – Polo Universitario Città di Prato