Una Noterella su “Ricerca e Terzo Settore”
1966-2026: il Terzo Settore e la cura del Territorio
Un’analisi sociologica
di Lorenzo Marretti | 28 01 2026
Siamo entrati da poco nel 2026, l’anno del sessantesimo anniversario della grande alluvione che sconvolse la città di Firenze nel 1966.
Evento che ha segnato in modo profondo la storia del territorio e ha contribuito a cambiare radicalmente il modo in cui in Italia si programmano e si strutturano la sicurezza, la prevenzione e la gestione delle emergenze.
A distanza di sei decenni, mentre i cambiamenti climatici rendono gli eventi estremi sempre più frequenti e più violenti, la questione centrale non riguarda più soltanto la capacità di risposta alle calamità, ma la messa a punto di sistemi territoriali in grado di prevenirne e mitigarne gli effetti.
Ambito di Intervento
Ricerca e Terzo settore
Il Centro Ricerche sAu intende ripensare i luoghi e gli strumenti della ricerca scientifica, oltre che i profili stessi dei ricercatori e delle organizzazioni, in uno scenario antropologico che vede l’intero pianeta trasformarsi in un laboratorio di dimensioni e di potenzialità immense.
Protezione Civile: nuova natura o nuovo funzionamento
La Protezione Civile, definita come il sistema nazionale di coordinamento tra istituzioni, enti e volontari per la tutela della vita, dei beni e dell’ambiente, si presenta oggi come un dispositivo integrato e continuo che comprende previsione, prevenzione, gestione dell’emergenza e superamento della crisi. In questa nuova prospettiva, la cura e la sicurezza del territorio non coincide più con il “dopo evento”, ma con un insieme di pratiche continuative fondate sulla consapevolezza dei rischi, sulla pianificazione, sulla formazione e sull’informazione delle comunità. Nel più ampio perimetro della sicurezza territoriale, la prevenzione – intesa come insieme di attività finalizzate a evitare o ridurre i danni causati da eventi climatici estremi – si declina in due dimensioni principali: strutturale e non strutturale.
Il Master consulenziale sviluppa progetti che migliorano la comunicazione tra istituzioni, associazioni, aziende e cittadinanza.
Ogni corsista – oltre alle attività didattiche e ai laboratori – partecipa alla progettazione e allo sviluppo di interventi reali che innovano la comunicazione di tutte quelle organizzazioni che si occupano di ricerca e di servizi di ambito socio-sanitario
Una prevenzione multidimensionale
Le attività di prevenzione non strutturale coincidono con tutte quelle azioni che agiscono sulla conoscenza, sulla consapevolezza e sull’organizzazione delle comunità. Dall’allertamento del Servizio Nazionale attraverso sistemi di monitoraggio, alla pianificazione di protezione civile, dalla formazione degli operatori che operano sul campo alla divulgazione della cultura del rischio e dell’informazione rivolta agli abitanti, fino all’aggiornamento legislativo e all’organizzazione di simulazioni di emergenza. Queste pratiche non richiedono necessariamente interventi fisici sul territorio, ma sono essenziali per costruire una comunità preparata, informata e resiliente, capace di riconoscere, anticipare e gestire scenari di rischio.
Le attività di prevenzione strutturale, invece, coinvolgono interventi materiali e tecnici volti direttamente alla mitigazione dei rischi: si tratta della partecipazione alla definizione di linee di indirizzo, della programmazione di opere e misure di mitigazione e della realizzazione di interventi di consolidamento o adeguamento fisico delle infrastrutture e delle componenti territoriali esposte a pericolo.
Congiunte e coordinate, queste due azioni costituiscono un approccio integrato alla prevenzione, in cui la cura del territorio non si limita alla reazione all’emergenza, ma si costruisce attraverso pratiche diffuse e continuative che uniscono competenze istituzionali, tecniche e abitudini delle comunità locali, tra cui quelle fondamentali del Terzo Settore, rafforzandone in tal modo la resilienza.
Territori in salute: tra Terzo Settore e Approccio “One Health”
Ruolo fondamentale in questo processo è svolto dal vasto e variegato mondo del Terzo Settore. Come evidenziato dal Quinto Rapporto sul Terzo Settore in Toscana (2025), gli Enti del Terzo Settore contribuiscono in modo strutturale alla sicurezza territoriale attraverso una presenza capillare, organizzata e continuativa, operando in stretta integrazione con Comuni, Aziende sanitarie e Protezione Civile. Oltre alla gestione delle emergenze, il loro contributo si esplica in attività di prevenzione sociale — contrasto alle dipendenze, alla marginalità, alle solitudini e alla violenza — che riducono i fattori di rischio e rafforzano la coesione del territorio.
La sicurezza territoriale si configura così come un processo pluridimensionale, in cui dimensione ambientale, sociale e relazionale risultano profondamente interdipendenti. In questo quadro, l’approccio One Health offre una chiave interpretativa rilevante, riconoscendo ed esaltando il legame tra salute ambientale, salute umana ed equilibrio dell’ecosistema. La visione olistica “One Health” è una concezione della salute basata sull’integrazione di differenti discipline. Essa si basa sul riconoscimento che la salute umana, il benessere animale e l’equilibrio degli ecosistemi siano indissolubilmente legati. Tale approccio è riconosciuto ufficialmente dal Ministero della salute italiano, dalla Commissione Europea e da tutte le organizzazioni internazionali quale strategia rilevante in tutti i settori che beneficiano della collaborazione tra diverse figure professionali (medici, veterinari, ambientalisti, economisti, sociologi, ecc..).
Il Terzo Settore, per la sua prossimità alle persone e ai contesti locali, rappresenta un attore privilegiato nella traduzione operativa di questo paradigma, contribuendo a una forma di prevenzione che è al tempo stesso ambientale e sociale.
Il localismo virtuoso: l’Unione Comunale del Chianti Fiorentino
Bibliografia/Sitografia
- Rorato, V. (2025): Salute mentale, il 63 % dei giovani si rivolge all’Intelligenza artificiale quando ha una difficoltà emotiva, Corriere della Sera, 10 ottobre, 2025
- AXA Italia (2024): AXA pubblica la quarta edizione del Mind Health Report.
- World Health Organization (WHO) (2022): OMS: Covid-19 aumenta del 25 % i casi di ansia e depressione
- Altroconsumo (2025): Un italiano su quattro convive con ansia o depressione: l’indagine
- PubMed (2020): Why do children and adolesecents not seek and access professional help for their mental problems? A systemativ review of quantitative and qualitative studies, (PubMed article).
- PMC (2021): Study on the impact of digital interventions and AI-based support tools on mental health outcomes (PMC article).
- PubMed (2024): Research on psychological distress and digital help-seeking behaviors in youth populations (PubMed article).