Scelte etiche
La storia di cosa mettiamo nel piatto
Episodio #11 del Podcast “Minuti di alimentazione e salute”
a cura di Armando Sarti
Non c’è dubbio sul fatto che quello che mangiamo influisca sul benessere quotidiano e sullo stato di salute personale. Ma quello che abbiamo di fronte nel piatto ha ripercussioni che vanno ben oltre gli aspetti salutari individuali. Il padre della gastronomia, Jean Anthelme Brillat-Savarin sosteneva: “Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei”, dando significato e valore alla propria individualità collegata alle scelte alimentari. Nell’Ottocento il filosofo Feuerbach ribadisce: “l’uomo è ciò che mangia”.
Credo che ognuno si renda conto che tante cose non vadano nel verso giusto nel mondo ed è davvero pesante il senso d’impotenza che ne deriva. Pensando all’ambiente non è facile intervenire personalmente sulla qualità dell’aria, del suolo e delle acque, e direi anche sulla vita della gente.
Ma è sempre possibile mangiare e bere bene consapevolmente, ottenendo così vantaggi consistenti per salute individuale e per limitare il riscaldamento globale, che da qualche anno si manifesta sempre più con disastri idrogeologici, eccessivo consumo della risorsa idrica, caldo torrido, e incendi estesi con progressiva desertificazione.
Ascolta questo episodio!
L’episodio fa parte del Podcast “Minuti di alimentazione e salute”, che esplora il valore dell’alimentazione come fattore determinante per la salute personale e collettiva.
È chiaro che è indispensabile una revisione globale del sistema produttivo e interventi consistenti di politica economica e sociale da parte delle istituzioni e autorità nazionali e internazionali, ma nessuno può tirarsi fuori.
Ognuno deve fare la propria parte riconsiderando il proprio stile di vita in ogni aspetto e le proprie abitudini con un atteggiamento di consapevole sobrietà, evitando il consumismo inutile e per quanto riguarda il cibo evitando soprattutto il cosiddetto cibo spazzatura, dall’inglese junk food, cioè il cibo industriale ultraprocessato e anche l’eccessivo consumo di carne rossa.
In questo senso le scelte alimentari svolgono senza dubbio un ruolo cruciale per se stessi e per tutti.
Vorrei proporvi un modo per riconsiderare il proprio stile alimentare, che consiste nel ripensare alla storia di cosa abbiamo nel piatto.
Comunicare il cibo per costruire comunità in salute
Il progetto promuove stili di vita sani e sostenibili, attraverso una Comunicazione Generativa che diffonde conoscenze scientifiche e offre percorsi educativi. Coinvolgendo esperti, scuole, associazioni e imprese, mira a favorire scelte di consumo responsabili e a creare comunità più sane e inclusive.
Quello che va in bocca deriva dai capi coltivati senza forzature, rispettando la naturale fertilità del terreno, dagli orti, dai boschi e da animali liberi di muoversi e nutrirsi, almeno in parte, spontaneamente?
Oppure è il risultato di agricoltura chimica dannosa, sempre più estesa a scapito dei boschi e dei pascoli e sempre più inquinante, necessaria in larga parte non per gli umani, ma per nutrire dei poveri animali maltrattati, tenuti in condizioni spaventose negli allevamenti intensivi a tutto vantaggio del profitto di gente senza scrupoli. Esseri viventi e senzienti considerati come merce inanimata da vendere.
O ancora se deriva dalle sofisticate tecniche dell’industria agro-alimentare assetata di profitto, concentrata in poche potenti multinazionali e armata di marketing, che produce cibo di bassa qualità trattato con decine di ingredienti chimici, carico di grassi malsani, zucchero e sale per dare un immediato, quanto falso, apprezzamento gustativo al primo morso, che è alla base della dipendenza e nel tempo dell’assuefazione.
Se pensate che esageri provate a dare un morso a uno dei famosi panini industriali con hamburger tanto reclamizzati fatti con ingredienti che si disfano subito in bocca. Dopo la botta iniziale di sapore, data dal grasso, dal sale e dallo zucchero, bisogna imporsi, per questa prova, di mantenere in bocca con calma e a lungo il boccone per rendersi conto del saporaccio progressivo che sopraggiunge masticando. Non è facile mantenerlo in bocca a lungo perché viene subito voglia di deglutire, per un altro morso, oppure, in modo più sano, di sputare.
Quello che abbiamo nel piatto, lo sappiamo, governa la nostra salute e allo stesso tempo ha profonde ripercussioni sull’offerta di cibo, sulla sostenibilità del pianeta, sulle economie locali e nazionali. Basta pensare alla redistribuzione del reddito a favore di chi produce cibo vero e sano e lo vende direttamente nei mercati rionali o tramite i gruppi di acquisto o la piccola distribuzione. In altre parole le scelte alimentari rappresentano una vera e propria azione politica. È il potere della bocca. Cittadini liberi e consapevoli che ragionano e scelgono, per sé stessi e per tutti. Cosa metto oggi nel piatto.
Risorse di approfondimento
Food as medicine through the lenses of Food Access, Justice, and Sovereignty
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Sono prese in esame le conseguenze della globalizzazione per le figure professionali che ruotano attorno al mondo del cibo, della nutrizione e delle conseguenze che ne derivano in termini di salute.
Corporate Funding of Food and Nutrition Research: Science or Marketing?
Dallo studio emerge come gli interessi privati legati al profitto delle aziende industriali del cibo siano in grado di influenzare la ricerca e i ricercatori, con il rischio della perdita di credibilità delle autorità scientifiche e sanitarie
Curatore
Armando Sarti
Medico e specialista in cardiologia, pediatria, anestesia e rianimazione, già primario dell’ospedale Santa Maria Nuova