Recensione
Una partecipazione che fatica a fare sistema
Alcuni spunti dal volume “Reinventare la democrazia. Partecipazione deliberativa e approccio sistemico”
di Viola Davini | 17 10 2025
Il volume Reinventare la democrazia. Partecipazione deliberativa e approccio sistemico, edito Carocci e uscito il 5 settembre 2025, offre un’analisi aggiornata delle pratiche di partecipazione deliberativa, con un focus su strumenti — come ad esempio le Assemblee dei cittadini — che hanno rivelato particolare efficacia nel promuovere una cultura partecipativa dal basso. Stefano Sotgiu conduce lettori e lettrici attraverso un articolato percorso che, partendo da alcune esperienze internazionali e nazionali di particolare rilievo, ne valuta sia i risultati concreti sia lo sviluppo, anche rispetto alla possibilità che hanno avuto di generare cambiamenti a livello istituzionale. La prima parte del libro presenta esempi significativi di strumenti deliberativi a livello globale, evidenziando la capacità di porre i cittadini al centro del processo decisionale e di rispondere così al malessere crescente delle democrazie occidentali. L’autore illustra come tali esperimenti abbiano spesso superato la dimensione locale per assumere un rilievo nazionale e comunitario, contribuendo a una nuova concezione della democrazia più partecipativa e inclusiva.
Il libro
Reinventare la democrazia
Partecipazione deliberativa e approccio sistemico
Autore: Stefano Sotgiu
Anno: 2025
Editore: Carocci
Luogo di pubblicazione: Roma
Nella seconda parte si propone una disamina di natura storica, sociologica e giuridica, con riferimenti agli aspetti teorici — come ad esempio la teoria dei sistemi, attraverso la quale l’autore definisce il sistema democratico «un sistema che funziona grazie alla comunicazione fra i suoi sottoinsiemi e l’ambiente esterno. È l’informazione che consente alla sua totalità e alle sue parti di coevolvere» (p. 104) — che hanno accompagnato lo studio di queste pratiche nel tempo, con un focus particolarmente attento alla qualità dei processi deliberativi stessi, anche presentando strumenti attivati dall’Unione europea, come nel caso del processo decisionale della Conferenza sul futuro dell’Europa (lanciata nel 2020 e conclusasi nel maggio 2022).
Uno snodo fondamentale riguarda l’adozione della Raccomandazione (UE) 2023/2836 della Commissione del 12 dicembre 2023 sulla promozione del coinvolgimento e della partecipazione effettiva dei cittadini e delle organizzazioni della società civile ai processi di elaborazione delle politiche pubbliche. Utilizzando le parole dell’autore, «[…] questo documento costituisce quel quadro di riferimento che mancava, almeno a livello europeo, per definire un sistema adeguato a sostenere lo sviluppo di una democrazia più aperta e deliberativa e una partecipazione di qualità, in linea con la letteratura scientifica e la prassi operativa, strutturata per rendere effettivo l’esercizio di un diritto consolidato dei cittadini e delle cittadine nell’Unione e negli Stati membri» (p. 166).
Il volume sottolinea come in Italia la partecipazione deliberativa non abbia ancora decollato a livello nazionale, pur essendo presenti alcune esperienze locali innovative e con una spinta sempre più diffusa (come esempio di avanguardia viene esaminata la legge regionale della Toscana sulla Partecipazione, del 2013). Di particolare interesse è la riflessione sulle difficoltà che incontrano le sperimentazioni italiane, spesso isolate e poco sistematizzate, a differenza di altri contesti nazionali, dove la deliberazione ha visto una maggiore istituzionalizzazione.
Nell’ultimo capitolo l’autore fa anche riferimento alla diffusione di tecnologie digitali — civic tech — che sostengono queste pratiche (come la piattaforma Decidim, sperimentata inizialmente a Barcellona e ora diffusa in tutta Europa, oppure la Stanford Online Deliberation Platform come esempio oltreoceano), un tema caro al Centro Ricerche sAu, auspicando un uso dell’Intelligenza Artificiale che non può prescindere il tocco umano.
Cultura e Società
Il Centro di Ricerche sAu è impegnato da tempo nell’Ambito “Cultura e Società” per valorizzare un’idea di conoscenza non egemonica ma come costruzione di un bene comune.
L’autore conclude con una riflessione sulle condizioni che ostacolano questa diffusione e si interroga sulla capacità di tali processi di offrire una risposta efficace alla crisi contemporanea della democrazia. Propone una visione della partecipazione come “cantiere aperto”, un percorso di continua sperimentazione che, integrando forme di partecipazione delegata e diretta, tende a costruire un “ecosistema” democratico più inclusivo.
«Maggiore nella dimensione locale, dove il potere è più prossimo alle persone, minore in quella statale e sovrastatale, il punto dell’adozione delle raccomandazioni torna costantemente a ricordare che la democrazia è (auspicabilmente) sempre aperta e che ogni pratica innovativa necessita di un lavoro continuo di perfezionamento e messa a punto» (p. 197).
Così si conferma la necessità di non pensare alle pratiche partecipative come a un punto di arrivo, ma piuttosto alla loro dimensione sperimentale, che deve essere sempre al centro per affrontare gli infiniti cambiamenti che attraversano le nostre comunità.
Reinventare la democrazia risulta quindi un contributo molto utile e documentato per chiunque voglia comprendere le sfide e le potenzialità della partecipazione deliberativa, con uno sguardo attento sia alle esperienze internazionali sia alle peculiarità del contesto italiano, offrendo spunti utili per riflettere sul futuro della democrazia.
Viola Davini
Sitografia
Commissione Europea. (2023). Raccomandazione (UE) 2023/2836 della Commissione del 12 dicembre 2023 sulla promozione del coinvolgimento e della partecipazione effettiva dei cittadini e delle organizzazioni della società civile ai processi di elaborazione delle politiche pubbliche (GU L 2023/2836, 20.12.2023). https://data.europa.eu/eli/reco/2023/2836/oj
Gli altri contributi dell’Ambito di Intervento “Cultura e società”
“Non si può non comunicare”: partecipazione, governance e futuro. Prima restituzione di un’analisi in corso sulle pratiche di democrazia partecipata a livello internazionale
di Viola Davini
L’articolo presenta i primi risultati di un’analisi documentale sulle pratiche di democrazia partecipativa emergenti, sviluppate in parallelo all’evoluzione delle tecnologie digitali, nell’ambito del progetto Viareggio Futura promosso dal Centro Ricerche sAu. Si conclude con un invito aperto a condividere esperienze, con l’obiettivo di favorire il confronto e valorizzare le buone pratiche esistenti.
di Viola Davini
Il dott. Luciano Malfer, Research and Family Development Manager presso la Fondazione Bruno Kessler e già Dirigente dell’Agenzia per la famiglia della Provincia Autonoma di Trento, riflette su un modello di progettazione incentrato sul benessere delle persone e sulla valorizzazione del capitale sociale: un approccio innovativo per lo sviluppo delle comunità.